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CAV.GIOVANNI FRIJIO   VIA  A. DE GASPERI  1 A,  42041  BRESCELLO  R.E. 

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Oggetto:  proposta  editoriale per la pubblicazione dell’opera con titolo provvisorio: “Vita d’un Germanese  tra  ideali, politica, amori”.

Si tratta di un lavoro che ho concepito secondo tre linee direttrici. In primis mettere in rilievo, mediante un personaggio, Giovanni Ferro, quella che è stata l’emigrazione italiana in Germania, e nello specifico calabrese, tra la fine anni sessanta e fino agli anni novanta-inizi anni duemila. In secondo luogo, scandire le fasi della biografia del personaggio con le fasi storiche vissute nella seconda metà del novecento: lotta dei braccianti per la redistribuzione delle terre e l’estinzione del latifondo, difficoltà di  costruzione d’una vita civile e all’insegna della legalità in un contesto condizionato da forme di subcultura mafiosa, difficoltà di inserimento in un paese straniero di una generazione sradicata dal proprio contesto d’origine, la presa di coscienza della lotta politica e le vicende del PCI in Germania in stretta relazione con gli avvenimenti della politica nazionale ed europea, le forme di associazionismo rappresentativo degli emigranti e le battaglie per l’integrazione e la conquista dei diritti di cittadinanza. In terzo luogo viene messo in luce il percorso di ritorno del protagonista nella propria terra e l’assunzione consapevole di una nuova fase dell’esistenza e dell’impegno politico.

Il titolo è provvisorio: “Vita d’un Germanese  tra ideali, politica”, amori, e sintetizza la parabola esistenziale e storica del personaggio Giovanni Ferro sin dall’infanzia per approdare all’età della maturità. Vita d’un Germanese indica quindi un essere quasi spurio d’una  propria identità esistenziale, perché si tratta appunto di una vita sradicata dal suo contesto d’origine ma che non ha la cittadinanza tedesca, e per quanto si sforzi Giovanni Ferro, in Germania dovrà fare i conti col razzismo, le prevaricazioni, la discriminazione e il pregiudizio, sia perché italiano, che comunista. “ I germanesi”  sono stati definiti così dai loro stessi compaesani, perché andavano alla Germania, come un tempo, ossia ai primi del novecento, coloro che emigravano nelle Americhe, venivano definiti in dialetto calabrese “ i mericani”.

Germanesi quindi sono quelli che hanno un’identità esistenziale e storica di migranti e riconosciuti ormai come esseri umani connotati da una loro singolarità, da una loro diversità rispetto sia alla comunità di origine che a quella di nuovo approdo.

Un romanzo che attraverso la storia del protagonista, mette in evidenza tutte le problematiche inerenti al fenomeno migratorio. 

Spopolamento del sud nonostante il miracolo economico, occasioni mancate soprattutto in funzione di un ruolo della Calabria nell’area Euro – Mediterranea, emigrazione forzata, discriminazioni, mafie, diritti di cittadinanza ed integrazione. I calabresi non hanno mai confuso l’integrazione con l’assimilazione, convinti che ci si possa integrare in una realtà ( altro stato o regione) diversa da quella di origine, senza per questo dover rinunciare alle radici di origine.  Concetto di antica filosofia:  gli uomini a differenza degli alberi, le radici le hanno in testa, sono rappresentate dalla memoria, sono radici mobili che ogni migrante si porta dietro, questo non gli impedisce di integrarsi in un’altra realtà sociale.     

Una vicenda che quindi richiama un tipo sociale, l’emigrante calabrese della seconda metà del novecento, ma che richiama anche momenti importanti della storia di Calabria, nazionale ed europea.

Questo lavoro non è stato concepito a caso,  ma in considerazione del fatto che quest’anno ricorrono i 100 anni dalla scissione dei socialisti a Livorno da cui nacque il Partito Comunista d’Italia. Una storia importante quella del protagonista Giovanni Ferro che si situa in un preciso contesto di idealità e lotta politica. Questo lavoro altresì, è importante da pubblicare perché rende giustizia all’emigrazione calabrese, che non è stato per come qualcuno crede un fenomeno sociale passivo, bensì attivo, e il protagonista del romanzo lo esprime a pieno. Si valorizza a pieno il fattore umano e sociale del personaggio che altro non è che il fattore umano e sociale della terra di Calabria.

Questo lavoro è da definire da un punto di vista del genere letterario un romanzo-saggio, perché s’è vero che contiene la narrazione della vita d’un germanese è, altresì, da considerare che comprende anche una ricostruzione dei modelli sociali di vita in Calabria e in Germania e momenti politici pregnanti della sinistra comunista e della lotta politico-ideologica nonché una messa a fuoco dei problemi derivanti dal fenomeno mafioso. Un affresco storico-esistenziale e sociale complesso, ma ricco di notevoli spunti di riflessione.

Sperando di essere stato esaustivo nell’illustrare, seppure in maniera sommaria, il tipo di progetto editoriale, penso che effettivamente questo lavoro sia importante come risposta all’attuale momento difficile che sta attraversando la Calabria e per aprire un dibattito sulle questioni tuttora aperte, come ad esempio la questione meridionale e il rapporto tra l’Italia e l’Unione Europea, perché  confesso sinceramente, che per me, che sono stato emigrato in Germania, l’unica vera cittadinanza che in futuro  potrà avere per tutti noi un significato fondamentale  è la “cittadinanza europea”, e il presente lavoro vuole tracciare un solco, dando un contributo culturale, in questa precisa direzione.  Il libro si prefigge inoltre , lo scopo di promuovere l’immagine della Calabria; ferma condanna della mafia, ma difesa della dignità della stragrande maggioranza dei lavoratori calabresi onesti.  

                                                                                                                         Cav. Giovanni  Frijio